ConfContribuenti
Sindaci o amministratori di condominio? I costi dei piccoli comuni per i contribuenti italiani
Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Agosto 2011 15:50 Scritto da Elisa Serafini Lunedì 29 Agosto 2011 15:36
In questi giorni di polemica sui tagli ai piccoli comuni, ConfContribuenti presenta ai suoi iscritti e a tutti i contribuenti italiani, un piccolo rapporto sui costi dello Stato per stipendiare gli amministratori (di condominio) di questi piccoli gioiellini.
Vediamo i numeri.
Altro che sciopero! Meno tasse, meno spesa, meno statali!
Scritto da Administrator Venerdì 26 Agosto 2011 14:20
Secondo quanto scrivono gli organi di stampa, la Camusso, segretaria generale della CGIL, invece di una sola patrimoniale ne propone ben 3: una “ordinaria” sui capitali oltre gli 800.000 euro, una addizionale che tenga conto sia dei redditi che dei patrimoni, ed una patrimoniale sui capitali scudati. Allo stesso tempo la Camusso si oppone ai tagli agli enti locali (e qui va segnalata l’unità di vedute con la Lega Nord!), alla privatizzazione delle municipalizzate e del patrimonio pubblico.
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E se introducessimo una Camera dei Contribuenti?
Scritto da Marco Faraci Martedì 23 Agosto 2011 17:38
L’Italia è già adesso uno dei paesi con la maggiore pressione fiscale, il terzo nella zona OCSE
dopo Danimarca e Svezia e probabilmente il primo se si considera la sola parte di PIL emerso
, quella su cui effettivamente le tasse vengono pagate.
Malgrado questo ci avviamo ad un ulteriore aumento delle imposte e ad officiarlo è proprio il governo che aveva fatto da sempre, della riduzione della pressione fiscale, la propria bandiera. Del fatto che le tasse debbano essere aumentate pare, però, convinta anche larga parte dell’opposizione che, per rispondere alla propria constituency elettorale, non può certo farsi paladina di politiche di drastici contenimenti di spesa.
Le politiche di espansione della spesa e quindi delle tasse inevitabilmente proseguono, come ormai da decenni, divorando le energie produttive del paese.
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La situazione in Italia appare seriamente incancrenita, ma il paradigma “spendi e tassa” affligge, sia pure in diversa misura, un po’ tutte le democrazie occidentali – ed in questo senso si misura, purtroppo, il sostanziale fallimento del modello tradizionale di parlamentarismo nel contrastare l’inesorabile allargarsi dello Stato ai danni della società civile.
Sconti sui libri: storia di un parlamento di destra che vota leggi di sinistra.
Scritto da Elisa Serafini Martedì 23 Agosto 2011 16:04
Dopo il decreto che istituisce quote rosa obbligatorie nei cda, un’altra legge liberticida si appresta a calpestare diritti e libertà delle imprese che operano nel Belpaese.
Si tratta della legge 27 Luglio 2011 n.128 “Nuova disciplina del prezzo dei libri” proposto dall’on. Riccardo Franco Levi (PD), cofirmato da Mazzucca (PDL), e votato da tutti, con buona pace delle lobby italiote delle piccole librerie e della casta dei professori universitari. Il decreto prevede tetti e limiti a sconti applicati ai libri in vendita. Si tratta del 15% massimo di sconto e di un periodo max di 30 giorni per proporre offerte speciali ai consumatori. Come mai questo e come mai adesso? Beh potrebbe trattarsi di una coincidenza, ma la recente apertura della filiale italiana di Amazon.it fornirebbe una plausibile spiegazione.
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Sono Robin Tax, rubo ai ricchi, ai poveri e pure allo Stato
Scritto da Diego Menegon Sabato 20 Agosto 2011 09:14
Qualche giorno fa Marco Faraci ci segnalava come fosse fuorviante il gergo giornalistico quando parla di miliardi “bruciati” dalle borse. I mercati, osservava, danno dei segnali di prezzo e, nel caso dei mercati borsistici, indicano il valore delle società quotate.
A volte, però, capita che si possa parlare opportunamente di miliardi di euro di capitalizzazione letteralmente “bruciati”. Ad accendere la miccia però non sono i broker, ma i governi. È quanto è accaduto esattamente una settimana fa con l’approvazione della manovra finanziaria. Il decreto legge approvato dal Governo prevede un aumento dell’addizionale sull’energia (la famigerata Robin Tax) da 6,5 a 10,5 punti percentuali e l’estensione dei soggetti cui si applica l’imposta. Come un articolo di legge può bruciare oltre cinque miliardi di euro in poche ore: all’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della manovra, Snam Rete Gas ha perso il 9,9%, Terna il 13,6%, Enel Green Power il 5,4%, Falck Renewables il 6%, Ternienergia il 3,9%, l’Enel (a cui si applicava già l’aliquota, ma nella misura del 6,5%) ha perso il 4,2%, Saras il 4,4% ed Edison il 3,3%.
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Quel pessimo gergo giornalistico che crea diffidenza verso la finanza e il mercato
Ultimo aggiornamento Sabato 20 Agosto 2011 09:17 Scritto da Marco Faraci Sabato 20 Agosto 2011 09:13
Quante volte lo abbiamo letto in questi giorni sui giornali o lo abbiamo sentito ripetere dai TG: “le Borse hanno bruciato 80 miliardi di euro”, “Anche oggi in Borsa distrutti 50 miliardi di capitalizzazione”, e così via.
Sono modi dire, è vero. Ma sono pessimi modi dire, specie in un paese con una scarsa cultura economico-finanziaria e con un pregiudizio di fondo contro il capitalismo. Sono modi di dire che rinfocolano l’idea che la Borsa sia un meccanismo perverso che consente a pochi speculatori senza scrupoli di arricchirsi a spese dei piccoli risparmiatori ed in generale a spese del benessere della nazione. Similmente si rafforza la percezione che le transazioni finanziarie siano qualcosa di negativo per l’economia e pertanto sia giusto tassarle
ed in certi casi anche vietarle.
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Anche per spesa e tasse serve un vincolo costituzionale
Scritto da Diego Menegon Sabato 06 Agosto 2011 09:28
Ieri Silvio Berlusconi ha annunciato che a breve sarà discusso in Parlamento un disegno di legge per l’introduzione in Costituzione del “vincolo di bilancio”. La riforma è senz’altro auspicabile, anche se la bontà della proposta che sarà messa in agenda dipende in buona misura dai suoi specifici contenuti. Che qualcosa si debba fare per legare le mani a chi ha in mano il bilancio dello Stato è comunque indubbio indubbio.
Puntualmente ad ogni crisi dei mercati finanziari si alzano appelli a nuove e più stringenti regole. Dotti economisti di Stato azzardano diagnosi e provvedono a colmare con le proprie ricette, fatte di nuovi vincoli e restrizioni, i vuoti normativi e a correggere l’impianto previgente, che loro stessi avevano contribuito a realizzare e che avevano sostenuto fino a pochi giorni prima. Poco importa se il la alla crisi dei subprime fosse stato dato da comportamenti azzardati di due agenzie semigovernative come la Fannie Mae e la Freddie Mac; poco importa se ogni nuova regolamentazione si rivela inadeguata a prevenire la crisi successiva. I governi amano vestire un ruolo salvifico e assumersi i meriti di un medico che cura un paziente in via di guarigione.
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Scusate se insistiamo!
Ultimo aggiornamento Domenica 17 Luglio 2011 14:16 Scritto da Gionata Pacor Martedì 12 Luglio 2011 07:34
Antonio Martino diventi il leader dell'attività riformatrice della maggioranza
Ho avuto solo una volta l’occasione d’incontrare il Prof. Antonio Martino, ad un evento organizzato da Daniele Capezzone il 29 settembre 2007 a Milano, nel quale si parlava, guarda caso, di flat tax al 20%. Dopo 4 anni il tema è tornato attuale e sia Martino che Capezzone parlano di flat tax sulla stampa.
Sarebbe importante che ora il Prof. Martino, oltre che da professore e intellettuale, agisca con la stessa decisione anche da parlamentare. Il precipitare della situazione italiana sui mercati ha reso un inasprimento della manovra ineludibile. Come ha detto Martino stesso in una intervista al Giornale, il taglio della spesa pubblica deve essere contemporaneo al taglio delle tasse, e sembra che il momento sia davvero propizio per una manovra di questo genere: nelle scorse settimane i media più vicini al centrodestra hanno lanciato e rilanciato il tema della riforma del fisco, del taglio delle tasse e della spesa pubblica. Abbiamo avuto delle manifestazioni contro il fisco ed Equitalia, che mette le ganasce alle auto e ipoteca le case non solo degli evasori fiscali, ma anche di quelli che le tasse le dichiarano ma sono in difficoltà economiche e non riescono a pagare. Abbiamo la nascita ed il fiorire di associazioni contro le tasse, come ConfContribuenti, Tea Party Italia. Abbiamo gli imprenditori che si organizzano per resistere, con la nascita di associazioni come Impresa è Rivoluzione e Imprese Che Resistono. Abbiamo avuto persino degli attacchi della Lega Nord a Tremonti per la mancanza di coraggio in tema di tasse e, incredibile a dirsi, abbiamo avuto la CISL e la UIL che hanno organizzato delle manifestazioni contro le tasse! Se non ora, quando?
ConfContribuenti invita i parlamentari ad un tavolo per avviare le riforme entro l’anno
Ultimo aggiornamento Sabato 09 Luglio 2011 16:07 Scritto da Administrator Sabato 09 Luglio 2011 16:02
Roma, 9 luglio 2011. ConfContribuenti ha inviato oggi una lettera ai parlamentari che “potrebbero essere interessati a fare dell’Italia un paese più libero” per invitarli a partecipare ad un seminario in cui mettere a punto delle proposte di legge per fare finalmente le riforme che il paese attende da almeno 20 anni.
Gionata Pacor, Presidente di ConfContribuenti, afferma che “sarebbe ora che i Parlamentari che non fanno parte del partito trasversale della spesa pubblica si organizzino e cerchino di far sentire la loro voce. Tutti gli italiani che pagano le tasse lo attendono da troppi anni. Con l’organizzazione di questo seminario ConfContribuenti vuole dare loro un’occasione per farlo.”
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Liber@mente
Scritto da Administrator Mercoledì 06 Luglio 2011 16:43
Sul numero di Luglio-Agosto di Liber@mente, un bimestrale di ispirazione liberale edito dalla Fondazione Scoppa, è possibile trovare un articolo di Marco Faraci che parla di ConfContribuenti ("Prove di attivismo anti-tasse", Pag. 13) ed un intervento del nostro responsabile per l'attività legislativa Diego Menegon ("E' uno Stato di polizia tributaria", Pag. 15). Ringraziamo la Fondazione Scoppa ed il Direttore Maurizio Bonanno per l'attenzione.
Si può leggere il periodico liberale cliccando QUI.
ConfContribuenti Toscana: relazione del Presidente Francesco Felloni
Scritto da Francesco Felloni* Giovedì 30 Giugno 2011 10:46
Salve a tutti,
scrivo queste poche righe per ringraziare coloro che erano presenti ieri sera all'incontro col quale ci siamo salutati augurandoci buone ferie, e al contempo è l'occasione per far sapere a quelli che non sono potuti venire di cosa abbiamo parlato a grandi linee.
Abbiamo fatto un breve bilancio delle attività nelle quali ci siamo impegnati nei 6 mesi dalla "fondazione" del gruppo toscano: per 29 volte siamo comparsi sui giornali locali ( Nazione e Tirreno), 6 volte siamo passati su TV locali e 2 sulle radio, abbiamo 6 eletti toscani ( su 14 totali) che hanno firmato con noi l'impegno a non aumentare la spesa e le tasse comunali, siamo stati l'unica realtà che a Pisa ha organizzato una vera e propria campagna referendaria per l'astensionismo, con manifesti, incontri e convegni.
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