La Corte CASTAtuzionale
Scritto da Alessio Di Carlo* Martedì 31 Maggio 2011 09:09
Ancora una settimana e conosceremo il nome del prossimo presidente della Corte Costituzionale.
Paolo Maddalena, attuale facente funzioni, ha fissato al 6 giugno la camera di consiglio per l'elezione del successore di Ugo De Siervo, il cui incarico è scaduto il 29 aprile. Due i nomi in lizza: lo stesso Maddalena, proveniente dalla Corte dei Conti e ritenuto più vicino al centrosinistra e Alfonso Quaranta, eletto dal Consiglio di Stato, più gradito al centrodestra.
Quello che ci attende non può certamente essere considerato un evento storico se pensiamo che, fino ad oggi, alla guida della Consulta si sono avvicendati ben 34 presidenti: facendo due conti, ben 2 ogni 3 anni, visto che l'Organo è operativo dal 1956.
E come si spiega tanta frequenza nella successione?
Non si tratta, come ai più ingenui verrebbe da pensare, di una sorta di “Maledizione di Tutankhamon” che colpisce chi va ad occupare lo scranno più alto della Corte ma, più semplicemente, di un trucchetto utilizzato per vedersi garantito un trattamento pensionistico da favola e una serie di benefit vita natural durante che si acquisiscono, per l'appunto, con il semplice pensionamento ottenuto in carica quale presidente.
Grazie ad una sorta di patto non scritto, i 15 membri accedono a rotazione, foss'anche solo per qualche mese, alla carica di presidente, salvo abdicare in favore dell'avente diritto alla successione sulla base del criterio di anzianità anagrafica utilizzato per la selezione.
Ecco dunque che non sono mancati, nei 55 anni di vita della Corte, casi di presidenti restati in carica 3 mesi, come Giovanni Conso, Giuliano Vassalli e Giovanni Maria Flick o di colleghi che non hanno superato i 4 – come Valerio Onida – o i 7 mesi, come Antonio Baldassarre.
Di quella che può sembrare – e tutto sommato è – solo l'ennesima cialtroneria italiana, sono due gli aspetti che colpiscono: il primo riguarda i protagonisti di questa squallida faccenda. Se tanto mi dà tanto, e se sono coloro che dovrebbero rappresentare i massimi custodi della legalità a mettere in scena questo spettacolo, c'è poi poco da meravigliarsi di tutto il resto.
Viene poi da pensare – ed è il secondo aspetto – ai Custodi del Tempio, ai difensori a spada tratta della Costituzione, ai Travaglio, ai Popoli Viola, ai Saviano, i Grillo e tutta quella roba lì.
Dove sono? Perché non risuonano alte le voci dei paladini della legge? Perché quando si parla di scandali, di malcostume, certe “caste” sembrano essere meno “caste” di altre?
Chissà, resteremo col dubbio, e nel frattempo attenderemo per sapere se il 6 giugno sarà la volta di Paolo Maddalena o di Alfonso Quaranta. Ma il perdente non si disperi: vedrà che ben presto sarà il suo turno.
La Corte CASTAtuzionale funziona così.
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